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Accertamenti tributari

Gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, per i quali i termini di decadenza, calcolati senza tener conto del periodo di sospensione dei termini (dall’8 marzo al 31 maggio 2020), relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori, di cui all’art. 67, comma 1 del D.L. n. 18/2020, scadono tra l’8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020, sono emessi entro il 31 dicembre 2020 e sono notificati, in deroga allo Statuto del contribuente, nel periodo compreso tra il 1 ° gennaio e il 31 dicembre 2021, salvo casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi.
Questa disposizione si applica anche ai Comuni? Pur con qualche dubbio derivante da un testo migliorabile e contrariamente a quanto sostenuto in alcuni articoli della stampa specializzata, riteniamo di no, in quanto alcuni commi del medesimo articolo fanno espressamente riferimento, per gli aspetti procedurali, all’Agenzia delle Entrate.
Anche l’esiguità dei fondi statali stanziati per le minori entrate (205 milioni di euro), per il 2020, conferma la nostra posizione.
Quel che è certo è che se così non fosse i Comuni avrebbero un grosso problema da gestire, in quanto non potrebbero contabilizzare gli accertamenti in scadenza emessi nel 2020 e notificati nel 2021, in quanto, in base ai principi contabili armonizzati, tali entrate andrebbero accertate nel 2021. A nostro avviso non è neppure ipotizzabile, nel corso del 2020, la notifica di avvisi relativi ad annualità non in scadenza, in quanto questo sarebbe chiaramente in contrasto con la ratio della norma, che è ben sintetizzata dal titolo dell’art.

157 “Proroga dei termini al fine di favorire la graduale ripresa delle attività economiche e sociali”.
In altre parole, i Comuni non potrebbero più notificare avvisi di accertamento nel 2020, con pesanti conseguenze in termini di bilancio.

A tale proposito evidenziamo che dal 1° giugno 2020 riprendono i termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori, che erano stati sospesi dal comma 1 dell’art. 67 del D.L. n. 18/2020, dall’8 marzo al 31 maggio 2020. Tale sospensione, secondo quanto chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 11/E del 6 maggio 2020 (vedasi la risposta al quesito 5.9), determina lo spostamento in avanti del decorso dei termini per la stessa durata della sospensione (nel caso di specie 84 giorni), anche se il termine di prescrizione o decadenza sospeso non scade entro il 2020, come previsto dall’art. 12, commi 1 e 3, del D.Lgs. n. 159/2015, richiamati dal comma 4 dell’art. 67 del D.L. n. 18/2020.